DOTE SCUOLA – REGIONE LOMBARDIA

Dote Scuola è la misura di Regione Lombardia che prevede contributi per sostenere economicamente le famiglie e il percorso educativo di studenti e studentesse dai 3 ai 21 anni residenti in Lombardia e frequentanti corsi ordinari di istruzione o corsi di istruzione e formazione professionale (IeFP).

Quattro le componenti previste da Dote scuola per l’anno scolastico 2021/2022:

  • Materiale didattico
  • Merito
  • Buono Scuola
  • Sostegno disabili

Le quattro componenti si aprono in periodi diversi nel corso del 2021 e 2022. Le date per ciascuna di esse sono comunicate di volta in volta tramite avvisi specifici pubblicati Bandi Online, su questa pagina (nella sezione Link) e sui canali regionali.

Le componenti Dote Scuola sono compatibili tra loro, ad eccezione di Materiale didattico e Borse di studio statali per cui si può ricevere un solo contributo per studente.

requisiti di ammissione e i parametri Isee per ciascuna componente sono specificati nei singoli bandi e riportati in questa pagina, all’interno dei paragrafi dedicati a ciascuna componente.

I contributi per il Sostegno Disabili e quelli per la fascia di età 3-5 anni sono erogati direttamente alle scuole (Scuole paritarie e Scuole dell’infanzia autonome, non statali e non comunali), che ne devono fare richiesta; i cittadini ne beneficiano quindi attraverso l’erogazione del servizio.

La domanda può essere presentata unicamente attraverso la piattaforma Bandi On Line di Regione Lombardia, accedendo tramite SPID CIE/CNS.

Dote Scuola – Materiale didattico e borse di studio statali è il contributo di Regione Lombardia per sostenere le spese per l’acquisto di libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica.
Il contributo varia da 200 500 euro.

CHI 
Studenti fino a 21 anni non compiuti, residenti in Lombardia, frequentanti scuole secondarie di primo e secondo grado (statali o paritarie) oppure istituzioni formative accreditate, con sede in Lombardia o nelle Regioni confinanti (purché lo studente rientri ogni giorno alla propria residenza), con Isee 2021 inferiore o uguale a 15.748,78 euro. Sono valide solo le attestazioni Isee richieste a partire dal 1° gennaio 2021.
Per maggiori informazioni sull’Isee e dove richiederlo:
» vai al sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
» vai al sito dell’INPS

QUANDO
Dalle ore 12 di giovedì 13 maggio alle ore 12 di martedì 15 giugno 2021

COME
La domanda può essere presentata solo online sulla piattaforma regionale Bandi Online, accedendo al sistema con le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), oppure utilizzando la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) / CRS (Carta Regionale dei Servizi), con PIN personale e lettore della Carta, oppure la CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN personale e lettore della Carta.
» Vai a Bandi On Line/Materiale Didattico

Dote Scuola – Merito assegna un contributo in buoni acquisto oppure a copertura dei costi di iscrizione e frequenza a Istituti di Formazione Tecnica Superiore (IFTS), Istituti Tecnici Superiori (ITS), Università e altre istituzioni di formazione accademica.
Il contributo varia da 500 1.500 euro.

CHI
Studenti residenti in Lombardia, indipendentemente dal valore Isee, che abbiano conseguito valutazioni meritevoli nell’Anno scolastico 2020/2021:

  • media pari o superiore a 9 nelle classi 3° e 4° del sistema di istruzione;
  • 100 e lode all’esame di Stato del sistema di istruzione;
  • 100 agli esami di diploma professionale del sistema di istruzione e della formazione professionale (IeFP – IV anno).

QUANDO
La data di apertura del bando sarà comunicata nei prossimi giorni.

COME
La domanda può essere presentata solo online sulla piattaforma regionale Bandi On Line
» vai a Bandi On Line/Dote Scuola

VIDEO TUTORIAL
» Guarda il video tutorial SPID
» Guarda il video tutorial CNS-CRS
» Come accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione tramite SPID, CIE, CNS

Dote Scuola – Buono Scuola è un contributo per la retta scolastica di una scuola paritaria o pubblica con retta di iscrizione e frequenza, parametrato alla fascia Isee della famiglia e all’ordine e grado di scuola.
Il contributo varia da 300 2.000 euro.

CHI
Studenti di una scuola paritaria o pubblica con retta di iscrizione e frequenza, con Isee 2021 inferiore o uguale a 40.000 euro. Sono valide solo le attestazioni Isee richieste a partire dal 1° gennaio 2021.
Per maggiori informazioni sull’Isee e dove richiederlo:
» vai al sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
» vai al sito dell’INPS

QUANDO
La data di apertura del bando sarà comunicata nei prossimi giorni.

COME
La domanda può essere presentata solo online sulla piattaforma regionale Bandi On Line accedendo tramite SPID o CNS/PIN.

VIDEO TUTORIAL
» Guarda il video tutorial SPID
» Guarda il video tutorial CNS-CRS
» Come accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione tramite SPID, CIE, CNS

NFORMAZIONI
Regione Lombardia/Ufficio Dote Scuola

  • e-maildotescuola@regione.lombardia.it
  • telefono: 02 67650090 (lunedì – giovedì ore 9.30 – 12.30 e ore 14.30 – 16.30; venerdì ore 9.30 – 12.30)

ASSEGNO UNICO RINVIATO A GENNAIO 2022 – SCOPRIAMO PERCHE’

L’assegno unico e universale per i figli entrerà a regime da gennaio 2022. Ha dovuto correggere il tiro la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti rispetto alla tanta conclamata data del 1° luglio 2021, come data di partenza dell’assegno unico. Per sei mesi saranno ancora erogati assegni famigliari e bonus bebè, ma intanto verranno raccolte le domande per il nuovo assegno universale che a regine assorbirà tutti gli altri strumenti di welfare parentale.

Assegno unico, i motivi del ritardo

A due mesi di distanza dalla data di partenza individuata dal governo, è la stessa ministra a fare un passo indietro: “L’assegno unico e universale completo partirà a regime da gennaio del prossimo anno – annuncia – ma il percorso comincerà dal primo luglio”.
I sei mesi in più hanno l’obiettivo di evitare che le famiglie italiane si trovino in difficoltà: l’attuale sistema di detrazioni fiscali deve continuare ad essere utilizzato per non creare disagi ai lavoratori ed essere progressivamente sostituito dall’assegno unico.
“Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga, visto che ci sono stati degli anticipi, questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare. Le detrazioni fiscali saranno poi completamente assorbite nell’assegno unico da gennaio“, ha detto il ministro.

Assegno unico rimandato al 2022, le reazioni

Immediata la reazione del Pd che ha chiesto un forte impegno al governo affinché sia rispettata la nuova scadenza del 1 gennaio 2022.
“Apprendiamo oggi che l’Assegno unico per i figli partirà a pieno regime da gennaio 2022 e non più a luglio 2021 – scrivono in una nota i deputati del Partito Democratico Graziano Delrio e Stefano Lepri – La decisione provoca delusione ma non sorprende, perché la crisi di governo e la pandemia hanno fatto perdere mesi preziosi e perché la trasformazione dal vecchio al nuovo regime, chiaramente indicata dalla legge delega, richiede ancora molto lavoro”.

“In tanti si sarebbero aspettati già da luglio di percepire un importo mensile fino a un massimo di 250 euro in base al nucleo familiare e al reddito. E invece la ministra Bonetti, seppur con argomentazioni tecniche giuste, ha detto che prima di gennaio le famiglie italiane non riceveranno nulla”, ha detto la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini. “Ora non si perda ulteriore tempo”.

BONUS CASALINGHE DI COSA SI TRATTA VERAMENTE?

Introdotto nel 2020 con il decreto Agosto, il Bonus casalinghe 2021 dovrebbe entrare in vigore quest’anno, ma resta in attesa di un decreto a opera del ministero per le Pari opportunità e la Famiglia guidato da Elena Bonetti.

Cos’è

Non si tratta di un vero e proprio bonus da corrispondere, bensì di una pluralità di misure finalizzate a promuovere la formazione professionale delle donne che svolgono lavori domestici allo scopo di offrire loro maggiori opportunità di accesso al mondo del lavoro per effettuare una scelta più libera e consapevole. Con l’intento di garantire l’inclusione femminile nel mercato del lavoro, sono stati stanziati 3 milioni di euro a partire dallo scorso anno.

Credito d’imposta

Come accennato il bonus casalinghe 2021 non è un incentivo che prevede l’erogazione di un assegno, ma un credito di imposta che può essere investito in corsi di formazione che riguardano specialmente il settore digitale. L’intento è assicurare alle casalinghe di poter acquisire competenze professionali e poter svolgere un’attività lavorativa anche in smart working.

A chi spetta

Il bonus casalinghe 2021 spetta alle donne che si occupano a tempo pieno della cura della casa e della famiglia, non avendo altre alternative per l’inserimento nel mondo del lavoro. Per accedere al bonus casalinghe 2021, bisogna essere:

  • casalinghe disoccupate;
  • cittadine italiane o straniere, purché in possesso di un regolare permesso di soggiorno.

Inoltre, non sono richiesti particolari requisiti Isee per poter fare richiesta del bonus.

Come fare domanda

A chiarire le modalità per inoltrare la domanda per il bonus casalinghe 2021 sarà un apposito decreto attuativo del ministero per le Pari Opportunità. Tuttavia è molto probabile che per accedere al bonus occorrerà inoltrare l’istanza attraverso l’Inps.

BONUS LUCE E GAS 2021 COME FUNZIONA?

Bonus sociale luce e gas per disagio economico 2021: a chi spetta

Le novità introdotte quest’anno per il bonus per disagio economico non riguardano i requisiti necessari per ottenere questa agevolazione. Le condizioni previste per avere diritto al bonus per disagio economico, infatti, non sono cambiate.
È necessario appartenere ad:

  • un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.265 euro
  • un nucleo familiare con almeno 4 figli a carico (famiglia numerosa) e indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro
  • un nucleo familiare titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

Il bonus sociale luce viene erogato sia ai clienti che hanno aderito a un’offerta sul mercato libero dell’energia sia a quelli serviti in maggior tutela. Verrà automaticamente riconosciuto anche in caso di cambio fornitore.
Lo stesso vale per il bonus sociale gas, per accedere al quale tuttavia è necessario essere allacciati alla rete cittadina del gas, perché l’agevolazione non può essere riconosciuta se si utilizza gas metano o GPL in bombola.

Come ottenere il bonus sociale luce e gas per disagio economico dal 2021

Dal 1° gennaio 2021, come previsto dal decreto legge 26 ottobre 2019 n. 124, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157 chi ha diritto al bonus luce e gas per disagio economico non dovrà più presentare una specifica domanda presso i Comuni o i CAF: sarà sufficiente presentare ogni anno solo la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), tramite ad esempio il Comune, i CAF o il sito INPS, al fine di ottenere l’attestazione ISEE.

La Dichiarazione Sostitutiva Unica presentata per accedere alle prestazioni sociali agevolate (mensa scolastica, assegno di maternità, bonus bebè, ecc.), consentirà anche l’accesso automatico al bonus sociale per disagio economico, qualora ne sussistano le condizioni.

In presenza dei requisiti di reddito, l’INPS invierà i dati del nucleo familiare al Sistema Informativo Integrato (SII*).

Il SII avrà un ruolo centrale:

  • acquisirà le informazioni dall’INPS, identificherà le forniture da agevolare e le comunicherà a venditori e distributori di energia elettrica e gas, indicando il periodo di validità dell’agevolazione.

*Sistema Informativo Integrato (SII) gestito dalla società Acquirente Unico. Il SII è una banca dati informatica che contiene informazioni utili ad individuare le forniture elettriche e gas.

La nuova modalità di erogazione del bonus sarà operativa secondo le tempistiche previste dalla delibera ARERA n.63/21 a partire dal secondo semestre 2021 e saranno riconosciute, con accredito in bolletta, anche le eventuali quote già maturate relative ai precedenti mesi dell’anno.

Ogni nucleo familiare ha diritto, per l’anno di competenza, a un solo bonus per tipologia (elettrico, gas, idrico).

ASSEGNO UNICO 2021

Assegno unico figli 2021, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile la legge delega che definisce le regole alla base del nuovo strumento di supporto alle famiglie.

Come funziona l’assegno unico, quali sono i beneficiari e da quando sarà possibile ottenerlo? La data di avvio, secondo le intenzioni del Governo, è quella del 1° luglio 2021, ma è ancora tutto da definire.

La legge delega approvata in Parlamento, ed in vigore dal 21 aprile 2021, definisce soltanto i criteri che dovranno guidare l’adozione dei decreti attuativi sull’assegno unico. Saranno questi a stabilire quando e come accedere al nuovo strumento di sostegno.

Il Governo dovrà fare i conti con la necessità di reperire risorse utili a garantire non solo un importo pari a 250 euro per figlio, come promesso, ma ad evitare che il riordino delle misure a sostegno della genitorialità risulti poco conveniente e penalizzante.

Ma come funziona l’assegno unico, cosa cambia rispetto ad oggi, e quali sono importi e beneficiari?

Dal bonus bebè, fino agli ANF, l’assegno unico punta a diventare strumento onnicomprensivo per il sostegno alle famiglie con figli, in sostituzione delle misure frammentate ad oggi vigenti.

Dal 7° mese di gravidanza – soppiantando il bonus mamme domani – e fino ai 21 anni di età, le famiglie avranno diritto ad un assegno economico d’importo calcolato in base al valore dell’ISEE.

Per quel che riguarda l’importo, la cifra esatta dell’assegno mensile non è ancora nota, ma si parla di somme da 80 a 250 euro mensili, da calcolare in base all’età del figlio e al valore dell’ISEE del nucleo familiare. Il nodo è rappresentato, come sopra già evidenziato, dalle risorse necessarie.

L’avvio dell’assegno unico 2021 porterà all’abolizione di alcuni dei bonus per le famiglie ad oggi vigenti: assegni familiari, ANF, bonus mamme domani, bonus bebè e detrazioni figli a carico. Sono questi alcuni degli strumenti che consentiranno di reperire ulteriori risorse per l’assegno universale.

La sfida dei decreti attuativi è ora di evitare di danneggiare quei contribuenti che ne beneficiano: secondo l’Istat, l’assegno unico penalizzerebbe circa il 30% delle famiglie.

Assegno unico figli 2021: come funziona? Dagli importi ai beneficiari, guida alle novità

È stato il Family Act approvato in Consiglio dei Ministri l’11 giugno 2020 a prevedere, tra le novità più rilevanti e di più immediata attuazione, l’assegno unico per i figli, sostegno universale di importo progressivo calcolato sulla base del modello ISEE.

Il testo della legge delega, approvato in via ufficiale dal Senato il 30 marzo 2021 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile, è il primo passo formale per l’avvio dell’assegno universale. I dettagli operativi saranno definiti con l’emanazione di appositi decreti legislativi da parte del Governo, da sottoporre poi al vaglio del Parlamento.

L’obiettivo è di completare il tutto entro il 1° luglio 2021, data entro la quale far partire il nuovo bonus unico ed universale per le famiglie con figli.

Come funzionerà l’assegno unico? I pilastri della misura sono contenuti nella legge delega.

L’assegno mensile verrà riconosciuto per ciascun figlio minorenne a carico, dal 7° mese di gravidanza e fino all’età di 21 anni. L’importo dell’assegno è maggiorato per i figli successivi al secondo.

In merito al pagamento dell’assegno unico, è prevista la possibilità di erogazione direttamente al figlio maggiorenne, su sua richiesta, per favorirne l’autonomia.

Sempre per quel che riguarda gli importi, il disegno di legge prevede che questo sia maggiorato rispetto all’importo ordinario in un range dal 30 al 50 per cento in caso di figli con disabilità; l’importo della maggiorazione verrebbe calcolato in base alla gravità della disabilità.

Sempre in tal caso, l’assegno verrebbe riconosciuto anche dopo i 21 anni, se il figlio permane nel nucleo familiare.

Di seguito il testo della legge delega n. 46 pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2021.

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